Archivio mensile: maggio 2016

Sport business news della settimana, a cura di David Cushnan

Torna di nuovo dopo una breve pausa “sabbatica”, la rubrica più attesa dello sport business a cura dell’amico David Cushnan, che ho l’onore ed il privilegio di divulgare in Italia. Come sempre potrete trovare notizie, approfondimenti, curiosità e le analisi che David seleziona per noi dai media di tutto il mondo. Se avete notizie interessanti da segnalarmi non esitate a farlo utilizzando i riferimenti in fondo al post. Intanto gustatevi queste “perle” con la speranza siano un arricchimento per quanti hanno nello sport business un lavoro ma soprattutto una passione.

Ecco la lista di questa settimana:

  • Se non l’avete già fatto, dovreste assolutamente leggere il pezzo di Eoin Connolly su SportsPro dietro le quinte di Sky Sport in coincidenza con il 25 ° anniversario del broadcaster.
  • Parlando di trasmissioni sportive, e se il baseball è il vostro sport, non potete perdere questa intervista alla leggenda di Los Angeles Vin Scully – nel suo 67 ° e ultimo anno di carriera come commentatore. L’intervista è di Tom Verducci, che riesce a farsi raccontare da Scully molte storie affascinanti ricche di aneddoti sulle trasmissioni sportive.
  • Nella settimana in cui José Mourinho è pronto a prendere in mano le redini all’Old Trafford, vi proponiamo  un’analisi tagliente, per l’Irish Times di Ken Early, sui tanti perché di un club prestigioso come lo United in questa fase delicata della sua storia. Secondo David questo è uno dei più interessanti pezzi di analisi di business sportivo che leggerete quest’anno.
  • Gli investimenti della Cina in sport di squadra, agenzie ed eventi è in forte crescita. Proprio questa settimana il club dell’Aston Villa e l’agenzia MP & Silva sono stati aggiunti al portafoglio  e questo pezzo su Reuters, di Brenda Goh, analizza a fondo un altro punto di vista e cioè la strategia sportiva del Paese rivolta agli atleti e l’evoluzione delle linee guida della crescita degli stessi.
  • Marc Anthony Green di GC ha incontrato Maverick Carter, agente, manager e amico di LeBron James, all’inizio di questo mese. Questo “botta e risposta” è il risultato.
  • Ecco un bel pezzo di John Branch del New York Times sul lavoro e l’energia che il team dei Golden State Warriors mettono in mostra per “costruire” uno show indimenticabile e un’esperienza unica per il loro fan ogni volta che Steph Curry & C. giocano una partita in casa all’ Oracle Arena.
  • Giorni difficili per il Comitato Olimpico Internazionale, questi, con Rio 2016 alle porte, e tutti i problemi che in Brasile stanno venendo a galla senza sosta. Le nuove sfide che si profilano all’orizzonte:  la crisi doping che si sta giocando e rischia di spostare equilibri che vanno oltre lo sport, le domande sempre più incalzanti sulla vicenda Tokyo 2020 e sul come la città si è aggiudicata le Olimpiadi. Questa di Owen Gibson del Guardian  è una lettura, non solo suggerita, ma obbligata sul tema.
  • L’industria dello sport è ossessionata dagli eSports e affascinata dal suo potenziale commerciale. Rob Fahey,  sul sito Gamesindustry.biz, presenta una sorta di analisi della realtà, attraverso questo interessante pezzo sui rischi insiti nella crescita economica dalla comunità degli eSports.

Questo è tutto per questa settimana. Sono parecchi input e speriamo possiate approfondirne qualcuno. Come sempre, grazie a David, e se avete domande, curiosità suggerimenti e anche critiche, non esitate a contattarmi: filippo.bazzanella@gmail.com. Sarò a mia volta portatore delle vostre comunicazioni direttamente con David.

Sportivamente,  alla prossima.

Il valore della finale UEFA Champions League

 

Ho avuto il privilegio di essere stato presente all’evento “The Value of the UEFA Champions League Final” presso l’aula Magna dell’Università Bocconi. E’ stata una serata straordinaria per intensità e contenuti. I complimenti vanno sicuramente al Prof. Dino Ruta e all’Università Bocconi perchè hanno saputo offrire un momento di analisi di grande valore, aggregando e concentrando in circa due ore tutti gli stakeholders di un grande evento come può essere la finale della UEFA Champions League.

Perchè dovrebbe essere interessante analizzare la finale della UEFA Champions League? In fondo è una delle tante partite che ogni stagione vengono trasmesse in televisione. In effetti non è una delle molte partite, possiamo dire sia La Partita, o come qualcuno l’ha definita “Il nostro Super Bowl”, l’evento che negli Stati Uniti paralizza la nazionale per un giorno intero. Anche la finale di Champions League sta raggiungendo livelli di popolarità incredibili con numeri che analizzati a fondo fanno tremare. La sola produzione televisiva della finale del 28 maggio 2016 conta su 41 telecamere all’interno dello stadio, 400 persone coinvolte e 20 km di cavi posati a San Siro.

IMG_20160511_174750Dopo il benvenuto del CEO Bocconi Bruno Pavesi e dell’ideatore della serata il Prof. Dino Ruta ha preso le redini il giornalista della “rosea” Fabio Licari. Entrata sua maestà la regina, alias la Coppa dalle grandi orecchie per mano di due “bandiere” di Milan ed Inter, Mauro Tassotti e Javier Zanetti, sono iniziati subito gli interventi.

Una rapida introduzione alla Champions League e al suo valore da parte di Guy-Laurent Epstein Marketing Director, UEFA e Francesca Sanzone vice CEO, FIGC. Mi ha colpito molto la presentazione di  Patrick Comninos Head of Club and National Team Operations UEFA, che ha  ripercorso le fasi organizzative della finale che coprono un intervcallo temprale di circa 30 mesi. Per la finale di Milano si è cominciato a novembre 2014 per arrivare al 28 maggio 2016, giorno dell’evento. Strategia, Operational Planning, Preparazione, Evento e Post-Evento, le cinque fasi presentate in maniera sintetica ma molto esaustiva dal manager UEFA.

Il Prof. Mikkel Draebye di SDA Bocconi School of Management ci ha portato l’approccio accademico per la comprensione dell’evento e la valutazione dello stesso in termini di “performace sostenibile”, una chiave di lettura che pressuppone una “gestione sofisticata degli stakeholders” dell’evento. (altro…)

O Captain! My Captain!

O Captain! My Captain!

Questa volta la poesia del poeta e scrittore statunitense Walt Whitman mi sembra il giusto titolo per il nostro Claudio Ranieri. Uno che ieri sera, a caldo, intervistato al Processo del lunedì ha dedicato la vittoria con il suo Leicester a tutti quelli che hanno ancora dei sogni, invitandoli a crederci sempre e non mollare mai.

E’ uno che ho sempre rispettato, e non essendo io un personaggio pubblico ho poco interesse a vantarmene ora per salire sull’ambito carro degli eroi. Lo rispetto per lo stile con il quale ha condotto la sua carriera professionale. Mai una parola di troppo, un’offesa, una cialtronata. Un “signore” della panchina. Purtroppo non aveva ancora vinto un campionato. E per questo l’Italia lo aveva marchiato. Se è per questo anche i nostri amici inglesi non ci erano andati con i guanti bianchi, per non parlare di alcuni colleghi allenatori.

Viviamo un periodo storico dove si rottama, si distrugge, si mitizza e si demonizza con una semplicità disarmante, incuranti della sensibilità e dell’essenza dell’essere umano, fatto per manifestarsi con gaussiana forma con il fisico, con la mente e con il cuore. Ranieri per molti era un eterno secondo, uno che non sapeva vincere, che non aveva le idee chiare.  E adesso che il miracolo è avvenuto, tacciano le cornacchie e squillino le trombe, quelle che marcano i funerali quotidiani di eroi mancati e caduti per il solo essere. La dedica di Claudio Ranieri è la cosa più importante perchè è rivolta a tutti, ed in particolare ai giovani, a quelli che pensano di non farcela, e magari sarà così, ma almeno ci avranno provato. E quando uno ha dato tutto, è un uomo sereno ed in pace con se stesso.

Grazie Claudio per questa lezione di stile, di tenacia e di professionalità, una vera lezione da italiano al mondo e a tutta l’Italia.

Qui di seguito alcuni interessanti pezzi di cui consiglio la lettura:

  • Il primo di Nicola Mirenzi sull’Huffington Post  mi piace molto perchè l’autore riesce ad analizzare non tanto l’impresa sportiva ma la persona Ranieri e la sua storia personale.
  • Su La Stampa.it si possono vedere i confronti economici fra il Leicester Campione d’Inghilterra e alcune delle super potenze del calcio. E questo rende ancora più eclatante l’impresa.
  • Per ridere vediamo anche il mondo delle scommesse che ha riguardato questa impresa sportiva. Su Gazzetta.it si vede in forma sintetica il fenomeno.
  • E guardate cosa dicevano i media inglesi un anno fa quando fu nominato manager: questo è il Guardian, mentre qui c’è la BBC e qui il pezzo di John Percy per il Telegraph.  Ce ne sono decine di articoli come questi. Ne ho scelti tre a caso ma rappresentativi del clima dopo la nomina di Ranieri.

Grazie come sempre per l’affetto dimostrato e l’attaccamento al blog.

Sportivamente, Filippo B.