Archivio mensile: settembre 2016

RIO 2016: UNIVERSITARI SUL PODIO

Molti Paesi hanno fatto la differenza a Rio 2016 con gli atleti-studenti universitari

Le Olimpiadi di Rio sono alle spalle e molti comitati olimpici stanno stilando bilanci e preparando le prime valutazioni. Mi piace sottolineare un aspetto che passa spesso inosservato. Chi sono gli atleti che partecipano? Cosa fanno nella vita? Cosa faranno una volta finita la carriera sportiva? Ho già scritto sul tema della dual career e sono felice di cogliere l’occasione di Rio per presentarvi una breve ma significativa analisi di dati che ha presentato la FISU (la federazione degli sport universitari). Diciamo che in Italia l’eco arriva assai smorzato ma il team virtuale degli studenti-atleti cresce e vince, sempre di più.

Possiamo suddividere gli atleti partecipanti alle Olimpiadi (di ogni nazione) in tre macro famiglie di provenienza: appartenenti a gruppi sportivi militari, studenti-atleti in prevalenza di estrazione universitaria, appartenenti a club sportivi. Grazie a queste grandi “famiglie” un atleta può allenarsi e concentrarsi sulla propria carriera sportiva. Chi fa parte di un gruppo sportivo militare avrà poi la possibilità di continuare una carriera professionale una volta ultimata quella sportiva. Chi è studente avrà un titolo che dovrebbe aprire sbocchi professionali nuovi. Chi appartiene ad un club dovrà cercare opportunità professionali direttamente nel mondo del lavoro, senza un supporto all’entrata o una particolare qualificazione.

E’ chiaro a tutti che concentrare l’attenzione sullo sport richiede sforzi e sacrifici tali da non lasciare molti margini per altri impegni. Le università di tutto il mondo si sono accorte che lo sport è un valore dai molteplici benefici. Un accrescimento del benessere psico fisico di tutti gli studenti in media, un miglioramento dell’immagine dell’ateneo grazie ad atleti di alto profilo, il reclutamento di tecnici di grande professionalità a supporto degli atleti e di conseguenza una crescita dell’appeal degli atenei più virtuosi. E’ un ciclo che si autoalimenta e che genera effetti positivi soprattutto sul lungo termine.

A Rio la FFSU (federazione francese degli sport universitari) ha riferito che tra i 92 studenti-atleti presenti all’interno della delegazione francese, 25 hanno vinto una medaglia olimpica. La federazione  francese ha anche inviato le sue congratulazioni agli atleti e alla squadra olimpica francese per la sua prestazione complessiva, segnata da un nuovo record di medaglie.

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Assistiamo ad uno scenario simile per il Canada con 16 atleti della CIS (Canadian Interuniversity Sport) che hanno brillantemente vinto medaglie a Rio 2016. Fra i 16 atleti, 7 in precedenza hanno partecipato ad un’edizione delle Universiadi estive. Nel complesso sono 158 gli atleti con legami a scuole che fanno parte della CIS che hanno gareggiato alle Olimpiadi estive del 2016; di questi 81 sono già o saranno atleti CIS, cioè studenti-atleti che parteciperanno a mondiali universitari o universiadi.

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Infine, gli australiani (Uniroos) che hanno avuto ottimi risultati. Sono stati 71 i vincitori di medaglie a Rio. L’Australia ha vinto 8 ori, su un totale di 82 medaglie (con dei casi di atleti con più medaglie). Gli studenti-atleti rappresentano il 61% del totale delle medaglie vinte in 10 sport.

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E’ stata una delle edizioni dei giochi olimpici di maggior successo per gli studenti-atleti, di poco sotto al record di  Londra 2012, quando il 63% delle medaglie assegnate furono vinte da studenti-atleti. Lo studio e la formazione abbinati allo sport stanno diventando “normalità” in molti Paesi.
Don Knapp, responsabile dello sport universitario australiano, ha attribuito il successo delle performance degli studenti-atleti australiani ai percorsi di supporto creati attraverso i programmi per studenti-atleti delle università australiane. “Molti dei nostri atenei membri, facilitano l’accesso alla doppia carriera attraverso borse di studio che consentono agli studenti-atleti di mantenere una carriera sportiva d’élite, un livello di istruzione completo e di alto profilo e di raggiungere un sano equilibrio psico-fisico. Una ricerca dimostra che gli studenti-atleti selezionati per le squadre olimpiche australiane vincono  in proporzione una percentuale maggiore di medaglie  – un risultato straordinario per il sistema sportivo universitario (che conta 42 università), che ci rende orgogliosi”, ha detto Knapp.

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(Fonte: Fisu, FFSU, CIS e AUS)

ROMA 2024: NON INTERROMPETE IL SOGNO

Uno dei miei libri preferiti si intitola: Cosa tiene accese le stelle. Storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro, di Mario Calabresi per Mondadori. L’ho ripreso in mano alcuni giorni fa quando iniziavano a comparire i primi segnali di fumo grigio-scuro da Roma capitale per la candidatura olimpica. Non entrerò nella cronaca politica, ci sono già troppi post e commenti, quasi asfissianti. E’ proprio quest’aria irrespirabile che sta allontanando molte persone soprattutto i giovani. Li capisco, provo le stesse sensazioni.

Ma il “sogno olimpico” non doveva diventare l’agnello sacrificale, il bambino che paga gli errori di due genitori che non sanno più  dare un significato alla loro unione. Il “sogno olimpico” è un patrimonio di tutti, non solo dei romani, di tutti gli italiani. Calcolando che l’unica edizione estiva data 1960, penso a quante generazioni non hanno avuto il privilegio di vivere un evento simile in casa. L’Olimpiade è “lo sport”, quello vero ed autentico. Quanti ragazzini si stanno iscrivendo ai corsi di judo dopo aver ammirato Fabio Basile a Rio? Quanti italiani ricominciarono a sciare emulando le gesta di Alberto Tomba? L’olimpo dello sport merita rispetto. Il lavoro di chi ha costruito questo progetto merita rispetto. Il sogno degli italiani merita rispetto.

Avere il privilegio di organizzare un evento di questo tipo significa pianificare un riqualificazione urbana, costruire professionalità nuove, creare occupazione, avere opportunità inimmaginabili. Grande evento non significa necessariamente corruzione, degrado, caos. Talvolta accade, ma questo dipende da chi è in regia. Noi italiani siamo migliori di quanto pensiamo o di quanto una parte di noi immagina. Siamo un po’ autolesionisti ma siamo grandi lavoratori, creativi, capaci di valorizzare i talenti e fare squadra.

Cosa tiene accese le stelle. Storie di italiani che non hanno mai smesso di credere nel futuro. Invece qualcuno ha deciso che dobbiamo smettere di credere nel futuro, e in noi stessi. Non voglio accettare questa sentenza. Per me, per i miei figli, per gli amici, per tutti i bambini che devono ancora nascere e che nel 2024 potrebbero esserci alla cerimonia di apertura nello stadio Olimpico.

E’ vero che una città può avere dei problemi oggi, e che ci sono delle priorità, delle emergenze. Ma è anche vero che insieme si possono superare gli ostacoli, ridurre lo stato di disagio e sognare. Sognare insieme, dare una speranza ai giovani, a tutte quelle generazioni che sono state rapinate delle certezze del presente e non sognano più. Perché è un lusso troppo grande, che non ha a che fare con il denaro ma con la sensazione di essere vivi, di avere obiettivi, speranze, opportunità.

Non conosco la situazione personale o familiare di chi deciderà le sorti della città di Roma e quindi anche dell’Italia olimpica, ma ci saranno anche padri, madri, miei coetanei quarantenni, trentenni, ventenni. Pensate ai vostri figli, guardate a voi stessi, non smettete di credere nel futuro. Tenete accese le stelle.

Sport business news – a cura di David Cushnan

Tutte le curiosità dal mondo dello sport business.

Benvenuti alla nuova edizione con il meglio dello sport business della settimana. David Cushnan seleziona per noi le notizie e le analisi più interessanti e curiose. Come al solito, l’elenco comprende profili di personaggi o aziende, interviste, analisi.  Pezzi tratti da web media, giornali, riviste, siti sportivi specializzati, media commerciali del settore sport e blog.

Ecco il meglio di questa settimana:

Come sempre, sono benvenuti i vostri commenti filippo.bazzanella@gmail.com. Sarò lieto di inoltrali a David.

Alla prossima, sportivamente.

Sport business news – a cura di David Cushnan

Immediatamente dopo le Olimpiadi le notizie di sport business sono argomento da prima pagina: Quanto vale questa medaglia d’oro? Erano realistici quegli ascolti televisivi? Quanto sono costati veramente i giochi di Rio? E quanti soldi guadagna questo o quell’atleta? I risultati non sono sempre così precisi o veritieri.

Nel post che ci presenta l’amico David Cushnan attraverso il suo blog, si è tentato di essere più attenti del solito nella scelta di pezzi unici.

Così in questa uscita quello che vedrete è un mix di lavori pubblicati da giornali, editori online, stampa specialistica e non.

Ecco le news di questa settimana:

È tutto per ora. Ci vediamo al prossimo post. Nel frattempo, sentitevi liberi di scrivere e commentare tramite e-mail – filippo.bazzanella@gmail.com – Ciao