Coma nasce una candidatura per un grande evento?

Come nasce una candidatura. Sembra una cosa ovvia ma se ci pensiamo bene non lo è poi così tanto. Capita spesso di leggere il titolone sul quotidiano locale o anche sulla stampa nazionale “La città di Sgobbonia si candida per l’olimpiade 2050” e partono le discussioni, le gioie, gli allarmi, i sogni, le delusioni, di chi ama e odia questi eventi. Sì, perché penso che i grandi eventi, soprattutto quelli sportivi, si amano o si odiano. Difficile trovare la categoria degli indifferenti e, se esiste, è comunque una minoranza.

In premessa alcune considerazioni di colore ma il cuore del post vuole provare ad essere la risposta al titolo “Come nasce una candidatura”. Mi è capitato più volte di vivere in prima persona questa fase, e ritengo sia cruciale in chiave di successo sia della candidatura ma poi (in caso di assegnazione) anche dell’evento stesso.

Riprendo alcuni passaggi di uno studio che analizza tutte le fasi di una candidatura di successo, fatto alcuni anni fa in occasione di un progetto europeo. Uno studio illuminante di cui faceva parte anche la Provincia di Torino.

“A parte i vantaggi scontati, le ragioni che inducono a candidarsi per un evento sportivo sono numerose. Sulla base dell’analisi di 46 città che si sono candidate, Emery (1998) ha dimostrato che le ragioni principali sono la promozione dello sport e la volontà di migliorare l’immagine della città ospitante. Lo schema che segue, una sorta di piramide di Masslow rovesciata, evidenzia una gerarchia di motivazioni per la candidatura: dalla meno valida (promozione personale), ma purtroppo diffusa, alla più condivisibile (sviluppo durevole della regione).  Si possono distinguere le seguenti ragioni per una candidatura:

• ragioni personali: una personalità politica prende il dossier in mano per ragioni di promozione personale a scopo elettorale. Esempio: i Campionati del mondo di Biathlon 2007 in Alta Maurienne (Francia).

ragioni sportive: i promotori della candidatura vogliono sviluppare e promuovere un sport in una regione. Esempio: i Campionati del mondo di Street-hockey 2003 a Sierre (Svizzera).

• utilizzo degli impianti sportivi: esiste nella regione un certo numero di installazioni sportive già costruite e che si vorrebbero sfruttare nel modo migliore. Esempio: le Universiadi Invernali di Innsbruck-Seefeld (Austria) che utilizzano le installazioni olimpiche di Innsbruck 1946 e 1976. 

• ragioni turistiche: una regione intende sviluppare il suo potenziale turistico. La maggior parte delle candidature si propone appunto questo obiettivo. Esempio: i Campionati del mondo di Canoa – Kayak 2002 di Bourg Saint-Maurice (Francia) avevano come scopo la promozione della regione quale destinazione turistica estiva. 

• sviluppo economico regionale: è anche questo un punto importante e spesso citato nel quadro di una candidatura. Esempio: il Festival Olimpico della Gioventù Europea di Monthey 2005 si proponeva un incremento del dinamismo di questa regione svizzera e la creazione di posti di lavoro.

gerarchia-delle-motivazioni

Gerarchia delle motivazioni

È comunque evidente che in ogni candidatura coesistono motivazioni e attese differenti. Nella maggior parte dei casi si tratta di una sintesi di ragioni diverse che non si escludono l’una con l’altra.”.

Non ci soffermiamo per evidenti ragioni di lunghezza e complessità dei temi sul perché presentare la propria candidatura, su quale evento scegliere per una determinata zona e su come avere successo nella candidatura. Il post vuole semplicemente introdurre il tema delle motivazioni che spingono uno o più soggetti a far nascere una candidatura. Pochi giorni fa ho partecipato con altre decine di persone ad un talk show dove si facevano dei ragionamenti su una possibile candidatura della Val di Fiemme ad un quarto campionato del mondo di sci nordico. Mi ha incuriosito la modalità che trovo molto corretta ed inclusiva, un cerchio che si allarga nella ricerca di un consenso sempre più vasto. Un sistema di relazioni volto a spiegare, convincere e costruire una candidatura condivisa e accettata.

Talk show per la candidatura della Val di Fiemme a campionati del mondo di sci nordico

Come già anticipato nella prima parte abbiamo sottolineato come una buona organizzazione di un evento si preprara già a livello di candidatura, e qui entriamo comunque nella soggettività di ciascuna fattispecie. Le nazioni, le città o le regioni candidate devono considerare questo aspetto per massimizzare le loro probabilità di successo.

Possiamo immaginare una candidatura come una competizione politica in prima battuta. Una delle sue caratteristiche principali è quella di riunire personalità e organizzazioni con diverse aspettative. Una candidatura è innanzitutto «politica» perché rappresenta un insieme di interessi e di capacità (le Federazioni Sportive, le collettività pubbliche, i partner economici, i media, etc.) che devono convergere verso l’obiettivo del successo, e deve essere costruita con questo scopo, tenendo conto delle differenti attese.

In questo frangente una candidatura può nascere veramente anche al bar, da un’idea di alcuni amici che scalano poi sui vari stakeholder della catena di comando per andare a costituire un vero e proprio comitato. Alla fine non ci scandalizziamo se affermiamo che una candidatura è la formalizzazione di un sogno.

Quando si trova terreno fertile per la formalizzazione di una candidatura è comunque fondamentale fare tutte le simulazioni e raccogliere le informazioni necessarie al fine di scegliere o far scegliere in maniera definitiva sulla decisione finale. Utile un pre-dossier di candidatura che tenga in considerazione le analisi strategica ed economica dell’evento stesso.

Ma per esercitare al meglio il “come”  è fondamentale che si disponga fin dal momento della candidatura di una struttura giuridica chiara. Questo permette di attribuire al comitato di candidatura la personalità giuridica e di evitare che i membri del comitato siano personalmente responsabili degli impegni finanziari e contrattuali derivanti dalla candidatura stessa. In questo campo vi sono diverse tipologie di forme giuridiche applicabili: dall’associazione senza scopo di lucro alla società di capitali, alla fondazione.

Concludendo possiamo affermare che per far partire una candidatura di successo occorre un elemento essenziale, una forte volontà dei proponenti. Siano essi degli amici appassionati, dei funzionari pubblici, dei politici, dei dirigenti sportivi. La passione che alimenterà questi soggetti sarà determinante. Tutti gli altri elementi sono funzionali e propedeutici alla riuscita della candidatura ma non possono che prescindere dalla carica positiva e dalla forza che gli ideatori della candidatura sapranno imprimere alla stessa.

Per qualsiasi approfondimento, materiale specifico o anche per le critiche (sempre ben accette) scrivete direttamente all’autore.

Fonte: Dall’idea al successo: guida per la candidatura agli eventi sportivi di O.Brighenti, C. Clivaz, N. Délètroz, N. Favre, J.-L. Chappelet.

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