Curiosità di fine anno sulla sporteconomy

Stiamo arrivando al capolinea di un 2016 ricco di sport e di colpi di scena. Questi ultimi legati purtroppo a vicende di doping più che di successi agonistici. Ma è giusto vedere il bicchiere mezzo pieno ed essere fiduciosi per un 2017 fresco, spumeggiante, pulito.

Mi piace pensare che i mezzi di comunicazione sempre più presenti (a volte anche troppo) in prima linea, e che un sistema di auto-controllo diffuso grazie ai social media, possano rappresentare sicuramente un deterrente. Oggi è obiettivamente difficile per i furbetti farla franca. E se capita una volta, alla seconda il giochino viene smascherato. Questo mi fa essere molto ottimista su un futuro roseo per lo sport mondiale.

E’ stato un anno in cui attraverso sport-plus.it ho provato a condividere pensieri, ragionamenti, provocazioni, considerazioni, senza la presunzione di avere risposte ma con la consapevolezza che l’esperienza, la formazione e soprattutto la passione per lo sport e per l’economia dello sport, mi supportano in questa opera di divulgazione. L’auspicio è che l’esperimento piaccia, funzioni e possa andare avanti.

L’ultimo post del 2016, vuole essere un insieme di curiosità dall’economia dello sport, quelle che non sempre sono in prima pagina, come del resto tutto ciò che sta dietro ai campioni, alle squadre, agli eventi. C’è ma non si vede, ed è sempre più essenziale.

  • cominciamo con un articolo de La Repubblica che analizza il fenomeno “maratone”. Per la verità sono molti anni che il questi eventi hanno catturato l’attenzione di molti appassionati. Il pezzo di Ettore Livini ci aiuta con numeri e proiezioni.
  • un breve articolo su Business People per omaggiare Nico Rosberg e la sua decisione di ritirarsi da campione. Mi ha colpito molto questa decisione. La trovo un atto di sensibilità e scopre il lato romantico dello sport che per fortuna sopravvive al doping e ad altre magagne.
  • Un post interessante di Nicholas Gineprini su Tuttocalcioestero.it sugli e-games. E’ un fenomeno di cui si parla pochissimo in Italia ma che sta crescendo a ritmi incredibili. 32 milioni di persone hanno seguito la finale di League of Legends, il mondiale tenuto allo Staples Center di Los Angeles (nella foto). Le squadre di club più blasonate stanno costruendo team di fenomeni per partecipare ad eventi e vere e proprie leghe virtuali. E’ il caso del Paris Saint Germain. 
  • Fan engagement è la moda del momento. Come attrarre o trattenere più tifosi? In effetti l’acqua calda, almeno negli Stati Uniti dove le franchigie delle varie discipline professionistiche lavorano sulla fidelizzazione dei tifosi da molti anni. Recentemente ho assistito ad un congresso, alla presentazione del progetto del Liverpool e sono rimasto sorpreso. Vi lascio con questo post di sporteconomy.it che parla di dugout.com la piattaforma mondiale di fan engagement.
  • Un tema che non volevo toccare: il doping. Ma con quanto sta succedendo non possiamo nascondere la testa sotto la sabbia. Ecco il pezzo su Il Sole 24 Ore che sintetizza la vicenda.
  • Un pezzo fantastico su Wired di Diego Barbera che ci racconta come funziona un regia televisiva di un grande evento, in questo caso la 3Tre di Madonna di Campiglio slalom speciale di sci che si è appena concluso (il 22.u.s.).
  • Un anno di sport su Vanity Fair. Nicola Bambini attraverso 25 foto ci racconta l’anno che sta per finire. Emozionante.

Il 2017 sarà un anno senza grandissimi eventi, ma credo vivremo ancora delle emozioni olimpiche o degli europei di calcio. Spero sia un anno di sport leale, pulito, dell’innovazione, dei giovani, del pubblico. Auguro a tutti serenità e come dice un grande amico, l’alpinista Fausto De Stefani, un anno di normalità per tutti! AUGURI, buon 2017!

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