Autore archivio: filippobazzanella

Coma nasce una candidatura per un grande evento?

Come nasce una candidatura. Sembra una cosa ovvia ma se ci pensiamo bene non lo è poi così tanto. Capita spesso di leggere il titolone sul quotidiano locale o anche sulla stampa nazionale “La città di Sgobbonia si candida per l’olimpiade 2050” e partono le discussioni, le gioie, gli allarmi, i sogni, le delusioni, di chi ama e odia questi eventi. Sì, perché penso che i grandi eventi, soprattutto quelli sportivi, si amano o si odiano. Difficile trovare la categoria degli indifferenti e, se esiste, è comunque una minoranza.

In premessa alcune considerazioni di colore ma il cuore del post vuole provare ad essere la risposta al titolo “Come nasce una candidatura”. Mi è capitato più volte di vivere in prima persona questa fase, e ritengo sia cruciale in chiave di successo sia della candidatura ma poi (in caso di assegnazione) anche dell’evento stesso.

Riprendo alcuni passaggi di uno studio che analizza tutte le fasi di una candidatura di successo, fatto alcuni anni fa in occasione di un progetto europeo. Uno studio illuminante di cui faceva parte anche la Provincia di Torino. (altro…)

Lo sport genera ricchezza ma è trascurato

Sport: passione, innovazione e business possono convivere e sviluppare i territori

Sport e numeri. All’apparenza si direbbe un binomio coerente: risultati, tabellini, punteggi, tempi, goal, medaglie, spettatori… Tutto lo sport viene misurato, non c’è sport senza le proprie metriche. Quando però si passa dalle metriche puramente sportive o agonistiche a metriche economiche, la natura immediatezza nella codifica di numeri e valori si limita alle cronache degli ingaggi o dei valori più o meno stellari dei campioni del pallone e poco altro.

Al di sotto di questa prima linea di codifica del valore economico dello sport ci si rifugia in corner, evocando – con un’accezione tutt’altro che univoca- il mantra dell’indotto, parola che, da sé, dovrebbe rappresentare un lasciapassare per qualsiasi iniziativa o evento. In virtu’ dell’”indotto” ogni proposta appare meritoria di sostegno e la gara ad accaparrarsi eventi, ritiri sportivi, tornei, campionati, funrun si gioca a suon di migliaia di euro, che’ poi tanto con l’indotto si rientra.

Peccato che, a ben vedere, una metodologia laica, standard ed indipendente di rappresentazione del famigerato indotto degli eventi e delle infrastrutture sportivi non esista. Esistono studi approfonditi, elaborati da società multinazionali o da istituti di ricerca privati o accademici, che espongono in maniera scientifica ed organica il valore di eventi e manifestazioni sportive internazionali, ma il costo di questi studi è tale da essere giustificabile soltanto per competizioni top di livello mondiale o olimpico.

Sulla base di questo presupposto, i valori che vengono generalmente proposti per dimostrare la validità delle proposte assumono dunque un rilievo squisitamente nominale e diventano solo un modo per rigettare in campo avversario la palla in attesa di fare ordine (e magari i conti) nella propria metà campo. La verità è che misurare, e farsi misurare, non piace quasi a nessuno. (altro…)

Global Sports Tourism Summit a Londra

Londra mantiene il titolo mondiale di Sports City per il 2016, mentre Budapest, Helsinki, Innsbruck, Baku e Minsk sono in “movimento”.

sports tourism

A Londra è stato assegnato il titolo di Top Global Sports City, per il Global Sports City Index di Sportcal; è il quinto anno consecutivo. La classifica del Global Sports City Index 2016 è stata rivelata durante il Global Sports Tourism Summit al World Travel Market di Londra.

Nella foto in evidenza la capitale del Galles che era nella rosa dei candidati per la categoria “innovazione” con il popolarissimo ‘Ball in the Wall’ al Castello di Cardiff durante la Coppa del Mondo di Rugby dello scorso anno e nella categoria eventi  di massa con la maratona.

sports tourism 2 (altro…)

SPORTECONOMY: NUOVE FRONTIERE

Interessante e per certi versi illuminante appuntamento quello del Forum Sport e Business organizzato giovedì scorso da 24 Ore Eventi a Milano. L’indecisione se partecipare o meno a questi incontri è sempre sciolta dai temi in programma e dai relatori. Per quanto mi riguarda i primi prevalgono sui secondi. Oggi tutto ciò che è sporteconomy sta trovando nuova linfa, prospettive, “peso”. Quello che in Gran Bretagna e in molti Paesi europei è pane quotidiano, da noi stentava a ricavarsi spazio, come fossero solo vezzi, poca roba rispetto alle “cose serie”. Ma quando cominci ad accorgerti che parliamo di PIL e non di aria fritta, allora i palati vengono sollecitati. Personalmente ho trovato una parte del fitto programma organizzato in maniera ottimale dal team milanese, foriero di stimoli e modelli virtuosi.

Il kick-off non poteva essere migliore di quanto illustrato da Marco Nazzari di Nielsen Sports Italia (fu Repucom) che ha saputo condensare in pochi minuti cifre, analisi e prospettive di un settore trasversale come nessuno altro, con trend in crescita (vedi la presenza sempre maggiore di donne fra i consumatori di sport, sia come praticanti che come pubblico) e radicali cambiamenti all’orizzonte, dove la tecnologia sarà sempre più presente, gli e-sports ne sono un esempio lampante. La sfida è quella di sapere leggere le tendenze e come si dice in questi casi, cavalcare l’onda, senza arenarsi sulle solite discussioni retoriche o prese di posizione di principio.

Nielsen Sports Italia

Fonte: Nielsen Sports Italia

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Sport business news

Ecco il nuovo appuntamento con la rassegna di sport business news, questa volta tutta italiana, in attesa delle news internazionali. L’elenco comprende post, articoli, interviste, e analisi tratte da editori online – giornali, riviste, siti sportivi specializzati e blog.

Questa settimana vi proponiamo:

Spero possiate apprezzare i suggerimenti di questa settimana, in attesa di avere le news dal mondo. Per qualsiasi suggerimento o critica scrivetemi direttamente filippo.bazzanella@gmail.com

Sportivamente