Eventi

Qual è il vero impatto di un grande evento?

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Il Governo Giapponese ha dichiarato recentemente che il ritorno atteso dai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 sarà di circa 38 miliardi di dollari americani, quasi 3 volte il valore delle Olimpiadi di Londra 2012. Le malelingue dicono che le recenti Olimpiadi invernali di Sochi 2014 sono costate circa 50 miliardi di dollari americani, circa 3 volte il costo delle Olimpiadi estive di Londra.

Ma nelle valutazioni fatte avranno considerato meri valori economici? Oppure anche un rilascio graduale di benefici soprattutto di tipo ambientale e culturale oltre che sociale. E se così fosse, con che parametri sono stati calcolati questi ultimi. Nella valutazione dei costi di Sochi si sarà tenuto conto che sono state costruite infrastrutture di ultima generazione, servizi che fino a quel momento non esistevano e soprattutto costruito un brand mondiale di turismo e vacanza. Che valore ha tutto ciò?

Io mi chiedo se siamo veramente in grado di misurare questo impatto o se tutto è lasciato all’estro e alla fantasia? Ma soprattutto se riusciremo a creare uno standard internazionale per la misurazione di questi effetti, che permetterebbe anche comparazioni puntuali e programmazioni su parametri reali e non fantasiosi o talmente lontani fra di loro perchè condizionati da logiche “locali” da non poter essere utilizzati.

Ho sentito e letto di tutto negli ultimi anni su questo tema. Ma questo è IL TEMA rispetto ai grandi eventi. E cioè dimostrare il vero ritorno/impatto economico, sociale ed ambientale di un grande evento verso il territorio sia esso città, regione o stato che lo organizza. Perchè esso implica anche la professionalità dell’organizzazione, senza alibi o scudi.

La politica che ha appoggiato e sostenuto l’evento X ha ovviamente tutto l’interesse che il risultato finale sia positivo, dimostrando quindi un ritorno ottimale con ricadute sulla collettività. Tesi opposta sosterranno gli oppositori  dei primi. I media solitamente hanno pochi dati concreti per sviluppare una tesi sostenibile e gli addetti ai lavori si basano sempre e comunque sulle misurazioni fornite dai vari comitati organizzatori.

Mi piace molto il Progetto Global Sport Impact (GSI) di Sportcal perchè affronta esattamente il problema e si pone come obiettivo la definizione di una metodologia che permetta di “misurare” gli effetti di un evento su un territorio, con la conseguente creazione di un ranking. Per la verità la “classifica” è l’aspetto meno interessante mentre la metodologia di misurazione rimane quanto di più interessante per gli stakeholders di un evento.  (altro…)

Torino 2006 – l’eredità

Giochi Olimpici invernali Torino 2006. Sono già passati 10 anni e mi sembra ieri. Avevo appena lasciato l’incarico in Marcialonga dopo 5 intensi anni ricchi di soddisfazioni per entrare nel mondo del turismo. Il non essere stato parte attiva di quel grande evento è un rimpianto personale ma come italiano mi sento pienamente appagato, un tifoso soddisfatto delle gesta sportive, un manager ammirato dell’efficienza organizzativa. Forse un cittadino leggermente arrabbiato per qualche impianto sportivo che poteva essere gestito meglio nella fase post evento. Nel complesso sono stati grandi Giochi, un’Olimpiade da esportazione,

Sembra incredibile come il tempo scorra inesorabile e i grandi eventi sono delle lancette mondiali che segnano il passo lasciando tracce indelebili (a volte sotto forma di debiti!) e cambiando radicalmente l’urbanistica, le abitudini e le vocazioni di città e luoghi. Da poco Parigi ha presentato il suo “timbro” per i Giochi del 2024 e il 17 febbraio toccherà al Comitato Roma 2024 condividere con la città la Vision del progetto ma anche il budget economico, le ricadute per l’occupazione, le opportunità e i benefici per il Paese.  (altro…)

Un nuovo modello per eventi a “misura d’uomo”

Ho letto con attenzione l’articolo del Prof. Jean-Loup Chappelet dell’Università di Losanna, grande conoscitore delle tematiche relative allo sport management e dell famiglia olimpica.

Dal suo articolo che linko volentieri (clicca qui) emerge chiaro come i Giochi Olimpici di Sochi appena conclusi accendono un dibattito molto serio all’interno della comunità internazionale. Non si parla di “decrescita felice”  ma di eventi a misura d’uomo. In Trentino, abbiamo sperimentato cosa significhi organizzare un grande evento (Universiade Invernale) con poche risorse e tempo. Inconsapevolmente abbiamo costruito un nuovo modello per i grandi eventi. Attenzione ai dettagli organizzativi, strumenti di project e creatività. Lo sfruttamento dell’impiantistica esistente sono condicio sine qua non per affrontare una sfida globale come quella di un evento mondiale e qui entrano in gioco le federazioni internazionali,  e tutti i right holders. (altro…)

Grandi eventi: serve una pianificazione

Più che un blog servirebbe un sito completo per trattare il tema dei grandi eventi sportivi. Questo è il post di apertura di questo “bar virtuale”. Considero così questa opportunità e questo spazio nel quale mi piacerebbe discutere civilmente con amici e appassionati di sport e di organizzazione sulle varie tematiche che solo lo sport riesce ad accomunare.

Perchè avranno deciso di ospitare questo grande evento ? E’ la domanda che mi pongo ogni qualvolta vedo il nome della città seguito dall’anno. Era un classico per l’Olimpiade ma lo è diventato anche per altri grandi eventi come le rassegne mondiali delle varie federazioni internazionali, rassegne continentali e così via. Mi chiedo perchè una città dovrebbe lottare per avere un Gran Premio di Formula Uno,  l’America’s Cup, i Campionati Mondiali di una disciplina o gli Europei.

La visibilità e la promozione sono la risposta immediata ma anche la più banale o scontata. In verità vi sono molteplici fattori e dinamiche, talvolta legate a situazioni che affondano le radici strettamente alla situazione di questa o quella realtà territoriale che sarebbe difficile per non dire inutile analizzare questi fattori all’interno di un modello di valutazione globale.  (altro…)