Marketing

EVENT RATE: the new and innovative rating system for sporting events

EVENT RATE (www.eventrate.org): the new and innovative rating system for sporting events.

Do we know the sporting events that generate more “impact”?

And the most “sustainable events”?

The organizers must find the right way to collect partnerships. On the other side, sponsors need to understand the real value of any single event and the coherence with their own marketing and communication strategies.

How the sponsorship can be integrated into the marketing or social responsibility policy?

EVENT RATE is ready. The objective: measuring the economic, social, environmental, and image impact, generated by sporting events. And assigning a rating.

What is the news? It is global. It is suitable for all. It is comparable.

Who will get the first “triple gold”?

The Event Rate team is at your disposal. We are ready to assess the sporting events, to select our “EVENT RATE CERTIFIERS“, to evaluate international partners and to answer any of your questions. Write to eventrate@strategie.group

EVENT RATE: il rating system per gli eventi sportivi

EVENT RATE (www.eventrate.org): il nuovo ed innovativo rating system per gli eventi sportivi.

Ci siamo chiesti quali sono gli eventi sportivi che generano più “impatto”?

E quali gli eventi più “sostenibili”?

Capita sempre più spesso che un organizzatore o un’azienda cerchino di rispondere al quesito: “Sulla base di quali metriche richiedere o concedere il sostegno ad un evento?”

In che modo il sostegno ad un evento può integrarsi nella policy di marketing o di social responsibility?

Dopo un lavoro di molti mesi nasce EVENT RATE. con l’obiettivo di misurare l’impatto economico, sociale, ambientale, territoriale e d’immagine generato degli eventi sportivi ed assegnare un rating a ciascuna iniziativa.

Quale è la novità? E’ globale. E’ trasversale. E’ comparabile.

La gara è aperta: quale evento otterrà  il primo “triple gold”?

Il team di Event Rate è a vostra disposizione. Siamo pronti per valutare gli eventi sportivi interessati, per selezionare i nostri “Certificatori EVENT RATE”, per valutare partner internazionali e per rispondere ad eventuali vostre domande. Scrivete a eventrate@strategie.group

Quanto è importante l’identità visiva per un evento o un club sportivo?

Quando si parla di eventi, ma vale un ragionamento simile anche nel caso dei grandi club professionistici, tutto ciò che è comunicazione in senso lato viene visto come un qualcosa che può attendere o comunque che “viene dopo”. Dopo a tante altre cose: il settore prettamente sportivo (giusto che questo sia sempre il primo aspetto attenzionato dal management), il commerciale, l’amministrativo. Forse perchè in passato si sono spese cifre folli in campagne di comunicazione senza senso o in operazioni scriteriate. Senza essere accademici e proporvi un articolo sul significato di marchio o su tutto ciò che ad esso ne consegue cioè il famoso branding (posizionamento, tutela, etc.) voglio dare evidenza ad alcuni casi virtuosi che mi hanno colpito negli ultimi mesi.

Inizio dall’ultimo in ordine temporale, la nuova identità visiva (per non usare i soliti inglesismi) dei Campionati del Mondo di sci alpino Cortina 2021. Osservando il logo ma soprattutto il video manifesto si capisce esattamente il tipo di evento che gli organizzatori vorrebbero proporre. Sembra una cosa scontata ma vi garantisco non è sempre così. Anzi, il più delle volte guardo e riguardo un video o un logo e mi sembra di non capire nulla. Nel caso di Cortina 2021 è stato immediato. Fate una prova: osservate il video e poi leggete le parole che trovate a questo link, direttamente dal sito ufficiale di Cortina 2021.

Un esempio simile lo possiamo ritrovare nella rielaborazione del logo Juventus. Questo devo dire si presta ad una lettura più complessa ma è sicuramente un esempio di una visione moderna, innovativa e coraggiosa. Ma solo chi ha fiducia nel futuro e nei propri mezzi può innovare, sia un prodotto che la propria immagine. Anche in questo caso vi invito ad osservare l’immagine e poi a leggerne una spiegazione molto chiara al seguente link. A volte seguendo le spiegazioni degli addetti ai lavori si apre un nuovo mondo che magari non avevamo capito dalla semplice osservazione del logo. Ma come una canzone va ascoltata più volte per essere capita, così anche un’immagine necessita del suo tempo. Una cosa è certa: un logo e un’identità visiva dovrebbero rappresentare nella migliore maniera possibile la visione altrimenti rimangono semplici esercizi creativi.

Mi piace infine ricordare anche l’esperimento (molto criticato dagli esperti del settore) del Comitato Organizzatore dei Giochi Olimpici di Tokyo 2020 che per il rebranding ha optato per una formula di “democrazia partecipata”,  raccogliendo proposte da chiunque ne avesse avuto desiderio.

In questo caso è apprezzabile il tentativo ma credo sia molto più difficile che un “esterno” possa interpretare a pieno la volontà del committente che invece deve avere come obiettivo finale quello di trasmettere il passato, presente ma soprattutto futuro di un evento in questo caso.

SPORTECONOMY: NUOVE FRONTIERE

Interessante e per certi versi illuminante appuntamento quello del Forum Sport e Business organizzato giovedì scorso da 24 Ore Eventi a Milano. L’indecisione se partecipare o meno a questi incontri è sempre sciolta dai temi in programma e dai relatori. Per quanto mi riguarda i primi prevalgono sui secondi. Oggi tutto ciò che è sporteconomy sta trovando nuova linfa, prospettive, “peso”. Quello che in Gran Bretagna e in molti Paesi europei è pane quotidiano, da noi stentava a ricavarsi spazio, come fossero solo vezzi, poca roba rispetto alle “cose serie”. Ma quando cominci ad accorgerti che parliamo di PIL e non di aria fritta, allora i palati vengono sollecitati. Personalmente ho trovato una parte del fitto programma organizzato in maniera ottimale dal team milanese, foriero di stimoli e modelli virtuosi.

Il kick-off non poteva essere migliore di quanto illustrato da Marco Nazzari di Nielsen Sports Italia (fu Repucom) che ha saputo condensare in pochi minuti cifre, analisi e prospettive di un settore trasversale come nessuno altro, con trend in crescita (vedi la presenza sempre maggiore di donne fra i consumatori di sport, sia come praticanti che come pubblico) e radicali cambiamenti all’orizzonte, dove la tecnologia sarà sempre più presente, gli e-sports ne sono un esempio lampante. La sfida è quella di sapere leggere le tendenze e come si dice in questi casi, cavalcare l’onda, senza arenarsi sulle solite discussioni retoriche o prese di posizione di principio.

Nielsen Sports Italia

Fonte: Nielsen Sports Italia

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RIO 2016: STRANEZZE A CINQUE CERCHI

Rio 2016 unica in tutti i sensi

L’Olimpiade delle sorprese

Ho seguito con molta passione le Olimpiadi di Rio 2016. Con rammarico non ero presente ma diciamo che l’HD riesce a compensare la saudade a cinque cerchi. Chi non ha mai vissuto i giochi olimpici non può capire. Poco importa se come partecipante, come tecnico, volontario, collaboratore o semplicemente da spettatore. E’ qualcosa di travolgente ed unico.

Nonostante le polemiche di avvicinamento e le tante contraddizioni che hanno accompagnato questa edizione, credo che Rio 2016 si stia affermando per l’originalità, il colore e la gioia. Questa è la percezione. Molti aspetti saranno oggetto di discussioni e polemiche, come accade sempre nella fase post grande evento. Diciamo che a Rio non si sono limitate al dopo ma anche al pre e al durante. Non si sono fatti mancare nulla.

Le analisi scorrono a fiumi in questi giorni, con dati, numeri, medaglie, sconfitte. Vediamo istogrammi, info grafiche, e i like si sprecano sui social. Io metto l’accento su alcune curiosità di Rio 2016.

Lasciando perdere la questione dell’acqua verde nella piscina dei tuffi (mettiamo in conto che si possa incappare in qualche problema tecnico, soprattutto quando la fretta detta i tempi), mi piace ricordare due episodi: la neozelandese Nikki Hamblin che finisce a terra portandosi con se l‘atleta statunitense Abbey D’Agostino, salvo poi aiutarla a rialzarsi e a concludere la gara. Peccato non avere visto lo stesso gesto da parte di Cavendish nel ciclismo su pista. Ricorderò poi Mandakhnaran Ganzorig, il lottatore mongolo che perde il bronzo per eccessiva esultanza; i suoi allenatori protestano rimanendo in mutande. Forse la situazione poteva essere gestita in altra maniera ma questo ci fa capire quanto ci sia ancora da fare nell’ambito dell’arbitraggio.

Non ho potuto fare a meno di notare i pettorali stampati su fogli A4 e inseriti in buste di plastica durante la finale della pistola. Con un budget miliardario, è strano vedere i pettorali low cost in una finale per l’oro olimpico. Sono tutte foto tratte dalle immagini tv, (low budget per i diritti fotografici!). Abbiate pazienza se non sono di grande qualità.

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Altra stranezza che ho notato, lo stadio del tennis praticamente senza alcuna “vestizione”. Sembra che il look&feel dello stadio non sia stato fatto o completato. Gli anelli di cemento sono tristi. Diciamo che a “vestire” bene il “centrale” di Rio 2016 ci hanno pensato i big come Kerber, Puig, Nadal, Murrey e Del Potro, che ci hanno offerto grandi match di tennis.

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Altra particolarità: la grande esposizione degli sponsor tecnici del CIO. Qui vedete il brand Mondo come appare evidente in basso nel segna corsia bianco dietro ai blocchi, ma anche sui sostegni degli ostacoli di cui non ho la foto ma che troverete facilmente in rete. Grande impatto lo ha avuto anche il brand Omega (che però appare fra gli sponsor ufficiali nel sito web dei CIO) nei display dei tempi dell’atletica e anche nella piscina del nuoto. Non so quanto paghi al CIO un fornitore ufficiale o sponsor tecnico  ma sicuramente meno di un Global Sponsor che per il quadriennio 2017-2020 sgancerà la somma di circa 200 milioni di dollari. Dalle global sponsorships il CIO incasserebbe nel quadriennio 2021-2024 circa 2 miliardi di dollari.  Niente male direi, più di molti paesi sovrani. Interessante però notare che durante i giochi, dal punto di vista dell’impatto tv sul campo, i fornitori ufficiali hanno avuto un ottimo ritorno.

sport-plus.it

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Vi lascio infine un link ad un ottimo post dell’amico David Cushnan, che analizza i Giochi di Rio 2016 prendendo in analisi ciascuno sport. Spero di avere stimolato un po’ di curiosità a cinque cerchi. Io mi sono divertito, emozionato e sorpreso davanti alla tv. E’ stata una grande edizione dal volto umano anche se non la migliore dal punto di vista organizzativo. Da spettatore posso dire: grande Rio 2016! Mi sono piaciute le parole del Presidente Malagò in un’intervista andata in onda ieri, nella quale presenta la candidatura di Roma 2024 con l’impegno di organizzare un’Olimpiade a misura d’uomo. Esattamente quello che abbiamo scritto io ed Egon Theiner nel nostro libro Must Have. Nice to Have: How to Establish Big Sport Events on a Human Scale Again.

E adesso tutti a tifare i grandi atleti paralimpici che sapranno commuoverci, emozionarci e regalarci altri grandi ed indimenticabili momenti di sport. Evviva lo sport.