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Sport business news della settimana, a cura di David Cushnan

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Grazie alla collaborazione con il giornalista ed esperto di sport David Cushnan, cominciamo questa rubrica che vuole informare circa le principali novità dell’ultima settimana dal mondo dello sport business.  Benvenuti  quindi su questa nuova rubrica. David ricerca, sceglie ed analizza le notizie più interessanti relative al mondo dello sport business, presentando analisi ed approfondimenti – questioni legate al mondo delle sponsorizzazione, di analisi della politica sportiva , riflessioni di marketing e molto altro.

Passiamo quindi alla prima settimana:

  • L’atleta femminile più “commerciabile” e forse più famosa del mondo ha ammesso di essere risultata positiva ad un test anti doping come riportato dai principali mezzi di informazione. Ne sono seguiti dibattiti, opinioni e anche una ragionevole quantità di sciocchezze. C’è una buona possibilità che anche voi abbiate letto molto su questo argomento, ma se volete approfondire vi consiglio questo pezzo del Daily Telegraph e di Paul Hayward e questo di Nigel Dudley, che analizzano brillantemente la conferenza stampa dell’atleta.
  • C’è sempre qualcosa di interessante da leggere sul sito di Iain Macintosh “The set pieces” che questa settimana ha pubblicato un pezzo di Alex Stewart su ciò che accade all’interno dell’ufficio di una società online di scommesse durante una notte di Champions League.
  • Lo scandalo del doping russo ancora sul tavolo della IAAF, organo principale di governo dell’atletica mondiale, la quale continua a lasciare in dubbio la loro partecipazione alle Olimpiadi di Rio del prossimo agosto. Vi consigliamo la lettura sul tema di Duncan Mackay (Inside the Games), che analizza tutte gli aspetti e le conseguenze politiche legate alla decisione che prenderà la IAFF nel corso dei prossimi mesi.
  • Il mondo dei cruciverba anche per chi non è assolutamente convinto sia questo uno sport, può assumere un fascino particolare leggendo questa indagine di Five Thirty Eight e di Oliver Roeder.
  • Il Commissario NBA Adam Silver era sul palco del festival dello sport South by Southwest di Austin la scorsa settimana. Il sito SportTechie ha messo insieme questo fantastico elenco dei suoi punti di vista su tutto quanto attiene al mondo del digitale, che sta cambiando le abitudini dei media ed il concetto dello stadio NBA.
  • L’editore di  SportsPro, Eoin Connolly, ha recentemente viaggiato a Dubai per intervistare il direttore esecutivo del International Cricket Council, David Richardson. Il pezzo relativo all’incontro è una superba lettura sulle dinamiche del cricket internazionale nel 2016, e rivela un lungo elenco di sfide.

Questa era  la lista  di questa settimana. Se ti è piaciuto il pezzo o lo trovi utile, torna anche la prossima settimana per ulteriori informazioni e suggerimenti. Nel frattempo, per qualsiasi informazione scrivi pure a filippo.bazzanella@gmail.com. Sarò lieto di informare anche David di eventuali richieste o comunicazioni.

Quando lo stadio non è sufficiente

La cronaca di questi ultimi giorni porta all’attenzione dell’opinione pubblica la difficoltà delle squadre italiane ad essere competitive nei tornei internazionali. Vale per il calcio ma anche per altre discipline. Mi riferisco alla notizia apparsa su diversi media di cui riporto due articoli (Gazzetta dello Sport e Il Fatto Quotidiano) secondo la quale il “proprietario” dell’Inter, accortosi che la situazione italiana è molto più complessa di quanto immaginasse, avrebbe deciso di vendere la squadra.

Leggendo i molti articoli e le analisi apparse anche sul web, emerge chiaro come uno dei motivi di scarsa redditività del club sia la co-gestione dello stadio, neppure di proprietà fra le altre cose. Nello stesso lasso di tempo leggo un altro articolo dal quale emerge invece una tesi opposta e cioè che nemmeno lo stadio di proprietà (in questo caso parliamo dell’Udinese), garantirebbe una redditività sufficiente alla società.

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Torino 2006 – l’eredità

Giochi Olimpici invernali Torino 2006. Sono già passati 10 anni e mi sembra ieri. Avevo appena lasciato l’incarico in Marcialonga dopo 5 intensi anni ricchi di soddisfazioni per entrare nel mondo del turismo. Il non essere stato parte attiva di quel grande evento è un rimpianto personale ma come italiano mi sento pienamente appagato, un tifoso soddisfatto delle gesta sportive, un manager ammirato dell’efficienza organizzativa. Forse un cittadino leggermente arrabbiato per qualche impianto sportivo che poteva essere gestito meglio nella fase post evento. Nel complesso sono stati grandi Giochi, un’Olimpiade da esportazione,

Sembra incredibile come il tempo scorra inesorabile e i grandi eventi sono delle lancette mondiali che segnano il passo lasciando tracce indelebili (a volte sotto forma di debiti!) e cambiando radicalmente l’urbanistica, le abitudini e le vocazioni di città e luoghi. Da poco Parigi ha presentato il suo “timbro” per i Giochi del 2024 e il 17 febbraio toccherà al Comitato Roma 2024 condividere con la città la Vision del progetto ma anche il budget economico, le ricadute per l’occupazione, le opportunità e i benefici per il Paese.  (altro…)

Creatività nel reclutamento dei talenti

Ogni volta che vedo un gesto atletico memorabile o un’impresa storica, in qualsiasi disciplina sportiva, penso sempre a quanti sono i talenti mai scoperti, a quanti Mennea ci siamo persi, a quanti Messi o Jordan o Pellegrini hanno perso il treno. Non si sono trovati nel posto giusto al momento giusto, il caso non li fatti incontrare con lo “scopritore”, il talent scout o il semplice avventore che rimane basito vedendo un ragazzino o un ragazzina compiere azioni straordinarie. Si sono magari stufati prima dell’incontro fatale, si sono persi perchè non sostenuti a sufficienza dalle famiglie, dagli allenatori o semplicemente da sè stessi, perdendo quella fiducia che è alla base dell’esaltazione massima delle passioni, in ogni campo. (altro…)

Un nuovo modello per eventi a “misura d’uomo”

Ho letto con attenzione l’articolo del Prof. Jean-Loup Chappelet dell’Università di Losanna, grande conoscitore delle tematiche relative allo sport management e dell famiglia olimpica.

Dal suo articolo che linko volentieri (clicca qui) emerge chiaro come i Giochi Olimpici di Sochi appena conclusi accendono un dibattito molto serio all’interno della comunità internazionale. Non si parla di “decrescita felice”  ma di eventi a misura d’uomo. In Trentino, abbiamo sperimentato cosa significhi organizzare un grande evento (Universiade Invernale) con poche risorse e tempo. Inconsapevolmente abbiamo costruito un nuovo modello per i grandi eventi. Attenzione ai dettagli organizzativi, strumenti di project e creatività. Lo sfruttamento dell’impiantistica esistente sono condicio sine qua non per affrontare una sfida globale come quella di un evento mondiale e qui entrano in gioco le federazioni internazionali,  e tutti i right holders. (altro…)