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EVENTRATE® : MILANO CITY MARATHON e MARCIALONGA FIEMME E FASSA

Sono i primi eventi ad ottenere il rating di impatto e sostenibilità degli eventi sport

EVENTRATE® è il primo sistema smart-rating-system per gli eventi sportivi. La web app consente di raccogliere e processare in modo semplificato un’ampia varietà di elementi di valutazione su 4 aree di analisi ed impatto: immagine e brand, economia e sviluppo, ambiente e territorio, società ed inclusione. L’algoritmo che sta alla base di EVENTRATE® codifica ed elabora i dati raccolti attraverso le 150 domande che compongono la matrice dell’intervista agli organizzatori e propone un primo risultato che i valutatori EVENTRATE®, con specifici approfondimenti e riscontri in back office, possono confermare o affinare. Al termine di questo processo viene elaborato il rating finale e la relazione dell’intervento.

Per il lancio ufficiale di EVENTRATE® abbiamo scelto due eventi eccellenti, ciascuno leader nella propria disciplina, entrambi assai complessi nelle logiche organizzative e nelle dinamiche di generazione di valore ed impatto. MILANO CITY MARATHON E MARCIALONGA DI FIEMME E FASSA hanno fatto volentieri da apripista per lo sviluppo del nostro sistema di rating, ritenendolo non solo efficace, ma anche funzionale rispetto alle esigenze di rendicontazione verso gli stakeholder e di miglioramento continuo. per entrambe gli eventi il risultato raggiunto è stato di un oro, un argento ed un bronzo, con punteggi superiori ai 700 punti su un totale di 1.100.

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Coma nasce una candidatura per un grande evento?

Come nasce una candidatura. Sembra una cosa ovvia ma se ci pensiamo bene non lo è poi così tanto. Capita spesso di leggere il titolone sul quotidiano locale o anche sulla stampa nazionale “La città di Sgobbonia si candida per l’olimpiade 2050” e partono le discussioni, le gioie, gli allarmi, i sogni, le delusioni, di chi ama e odia questi eventi. Sì, perché penso che i grandi eventi, soprattutto quelli sportivi, si amano o si odiano. Difficile trovare la categoria degli indifferenti e, se esiste, è comunque una minoranza.

In premessa alcune considerazioni di colore ma il cuore del post vuole provare ad essere la risposta al titolo “Come nasce una candidatura”. Mi è capitato più volte di vivere in prima persona questa fase, e ritengo sia cruciale in chiave di successo sia della candidatura ma poi (in caso di assegnazione) anche dell’evento stesso.

Riprendo alcuni passaggi di uno studio che analizza tutte le fasi di una candidatura di successo, fatto alcuni anni fa in occasione di un progetto europeo. Uno studio illuminante di cui faceva parte anche la Provincia di Torino. (altro…)

Lo sport genera ricchezza ma è trascurato

Sport: passione, innovazione e business possono convivere e sviluppare i territori

Sport e numeri. All’apparenza si direbbe un binomio coerente: risultati, tabellini, punteggi, tempi, goal, medaglie, spettatori… Tutto lo sport viene misurato, non c’è sport senza le proprie metriche. Quando però si passa dalle metriche puramente sportive o agonistiche a metriche economiche, la natura immediatezza nella codifica di numeri e valori si limita alle cronache degli ingaggi o dei valori più o meno stellari dei campioni del pallone e poco altro.

Al di sotto di questa prima linea di codifica del valore economico dello sport ci si rifugia in corner, evocando – con un’accezione tutt’altro che univoca- il mantra dell’indotto, parola che, da sé, dovrebbe rappresentare un lasciapassare per qualsiasi iniziativa o evento. In virtu’ dell’”indotto” ogni proposta appare meritoria di sostegno e la gara ad accaparrarsi eventi, ritiri sportivi, tornei, campionati, funrun si gioca a suon di migliaia di euro, che’ poi tanto con l’indotto si rientra.

Peccato che, a ben vedere, una metodologia laica, standard ed indipendente di rappresentazione del famigerato indotto degli eventi e delle infrastrutture sportivi non esista. Esistono studi approfonditi, elaborati da società multinazionali o da istituti di ricerca privati o accademici, che espongono in maniera scientifica ed organica il valore di eventi e manifestazioni sportive internazionali, ma il costo di questi studi è tale da essere giustificabile soltanto per competizioni top di livello mondiale o olimpico.

Sulla base di questo presupposto, i valori che vengono generalmente proposti per dimostrare la validità delle proposte assumono dunque un rilievo squisitamente nominale e diventano solo un modo per rigettare in campo avversario la palla in attesa di fare ordine (e magari i conti) nella propria metà campo. La verità è che misurare, e farsi misurare, non piace quasi a nessuno. (altro…)

Qual è il vero impatto di un grande evento?

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Il Governo Giapponese ha dichiarato recentemente che il ritorno atteso dai Giochi Olimpici di Tokyo 2020 sarà di circa 38 miliardi di dollari americani, quasi 3 volte il valore delle Olimpiadi di Londra 2012. Le malelingue dicono che le recenti Olimpiadi invernali di Sochi 2014 sono costate circa 50 miliardi di dollari americani, circa 3 volte il costo delle Olimpiadi estive di Londra.

Ma nelle valutazioni fatte avranno considerato meri valori economici? Oppure anche un rilascio graduale di benefici soprattutto di tipo ambientale e culturale oltre che sociale. E se così fosse, con che parametri sono stati calcolati questi ultimi. Nella valutazione dei costi di Sochi si sarà tenuto conto che sono state costruite infrastrutture di ultima generazione, servizi che fino a quel momento non esistevano e soprattutto costruito un brand mondiale di turismo e vacanza. Che valore ha tutto ciò?

Io mi chiedo se siamo veramente in grado di misurare questo impatto o se tutto è lasciato all’estro e alla fantasia? Ma soprattutto se riusciremo a creare uno standard internazionale per la misurazione di questi effetti, che permetterebbe anche comparazioni puntuali e programmazioni su parametri reali e non fantasiosi o talmente lontani fra di loro perchè condizionati da logiche “locali” da non poter essere utilizzati.

Ho sentito e letto di tutto negli ultimi anni su questo tema. Ma questo è IL TEMA rispetto ai grandi eventi. E cioè dimostrare il vero ritorno/impatto economico, sociale ed ambientale di un grande evento verso il territorio sia esso città, regione o stato che lo organizza. Perchè esso implica anche la professionalità dell’organizzazione, senza alibi o scudi.

La politica che ha appoggiato e sostenuto l’evento X ha ovviamente tutto l’interesse che il risultato finale sia positivo, dimostrando quindi un ritorno ottimale con ricadute sulla collettività. Tesi opposta sosterranno gli oppositori  dei primi. I media solitamente hanno pochi dati concreti per sviluppare una tesi sostenibile e gli addetti ai lavori si basano sempre e comunque sulle misurazioni fornite dai vari comitati organizzatori.

Mi piace molto il Progetto Global Sport Impact (GSI) di Sportcal perchè affronta esattamente il problema e si pone come obiettivo la definizione di una metodologia che permetta di “misurare” gli effetti di un evento su un territorio, con la conseguente creazione di un ranking. Per la verità la “classifica” è l’aspetto meno interessante mentre la metodologia di misurazione rimane quanto di più interessante per gli stakeholders di un evento.  (altro…)

Un nuovo modello per eventi a “misura d’uomo”

Ho letto con attenzione l’articolo del Prof. Jean-Loup Chappelet dell’Università di Losanna, grande conoscitore delle tematiche relative allo sport management e dell famiglia olimpica.

Dal suo articolo che linko volentieri (clicca qui) emerge chiaro come i Giochi Olimpici di Sochi appena conclusi accendono un dibattito molto serio all’interno della comunità internazionale. Non si parla di “decrescita felice”  ma di eventi a misura d’uomo. In Trentino, abbiamo sperimentato cosa significhi organizzare un grande evento (Universiade Invernale) con poche risorse e tempo. Inconsapevolmente abbiamo costruito un nuovo modello per i grandi eventi. Attenzione ai dettagli organizzativi, strumenti di project e creatività. Lo sfruttamento dell’impiantistica esistente sono condicio sine qua non per affrontare una sfida globale come quella di un evento mondiale e qui entrano in gioco le federazioni internazionali,  e tutti i right holders. (altro…)